Crema turchese e sprazzi di luce avvolti al tramonto,
raggi di silenzio che attendono sui rami e nelle valli
quando le ombre dei giochi si fan fuoco e carezza.
E’ sera mentre i bracieri d’estate si spengono in rosso.
Ragnatele in controluce danzano sui riflessi di cristallo,
questa mia goccia esita per un attimo e poi batte ancora
un’ultima melodia di metallo e desiderio antico.
La notte tace quando non c’è una luna da implorare.
Era un viso chiuso, gli occhi accesi nel rombo del giorno
appena indecisi da un battito di ciglia solamente tiepido.
Cenci d’oscurità allibita languivano da queste erbe
di nube nera segnate dal trucco, stille di linfa calda.
Foglie di blu oltremare e riflessi di voce indistinta,
intermittente a tarda ora quando non c’è nulla da pregare.
Anche la noia ti somiglia, tu che abbandoni i pensieri
a questo mare che mai naviga, che mai fa ritorno.
La notte tace quando nelle onde non c’è riflesso di luna.
Drakul ( Stefano Canepa 4/8/2008 )


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